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12 gennaio 2019, a nove anni dal terremoto di Haiti, Padre Rick ricorda le migliaia di persone colpite e chiede di unirci a lui nella preghiera.

 

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Padre Rick da Haiti ricorda il devastante terremoto che il 12 gennaio di 9 anni fa distrusse Haiti con 230.000 morti, 300.000 feriti, 2 milioni di sfollati.

 

Grazie a tutti i donatori, volontari e amici che ci sono stati vicini durante la tragedia e ci hanno permesso di portare aiuto concreto, speranza e ricostruzione allora e ancora oggi ogni giorno.

 

"Cari Amici,

quando nel 2010 Haiti è stata devastata da un terribile terremoto, il mondo non vedeva un disastro di quella portata dai tempi delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. E’ stato anche uno dei primi disastri nell’era dei cellulari e della messaggistica istantanea. La misura del disastro e la facilità di comunicazione mondiale crearono una maggiore consapevolezza di quanto stava succedendo, oltre a preoccupazione e mobilizzazione globale per aiutare chi stava soffrendo.

 

La devastazione di Haiti è stata simile alla distruzione provocata da una guerra, con 200.000 edifici e abitazioni distrutte, danni alle infrastrutture urbane e la morte di almeno 230.000 persone.

Il terremoto ha danneggiato le zone più popolose di Haiti, ha interessato direttamente oltre 2 milioni di persone e 300.000 sono state ferite in maniera grave.

 

Quando si vedono dei numeri così importanti di distruzione, le nostre menti e cuori tendono a paralizzarsi. Se pensiamo ad esempio alle due guerre mondiali è difficile comprendere il numero di persone realmente uccise, inclusi i milioni di morti della Shoah. E come dimenticare il massacro in Rwanda nel 1994 o le centinaia di migliaia di morti causati dal terremoto e tsunami del 2004 nell’Oceano Indiano. Sembra tutto troppo surreale, eventi lontani che non ci riguardano. Ciononostante, il dolore e la tristezza ci pervadono.

Le macerie del primo ospedale St Damien raso al suolo dal terremoto

L'Ospedale pediatrico St. Damien divenne centro dei soccorsi

Molti di voi che state leggendo queste parole condividete con noi la tristezza legata alla perdita di decine di cari lavoratori, amici e familiari, la cui brutale morte ha lasciato i nostri cuori scioccati e vuoti.

Molti di voi siete venuti qui ad aiutare a curare i feriti, i migliaia di bambini che non riuscivano a trovare le loro madri. Ci avete aiutato a salvare i moribondi e a seppellire i morti. Siete venuti ad aiutarci a distribuire cibo, vestiti, acqua, ma siete venuti a condividere anche lacrime e speranza.

Tutti noi eravamo inspirati dalla profonda fede dei tanti sopravvissuti, innalzando giorno e notte i loro lamenti e gli inni di supplica, dalle loro tende improvvisate sui viali, nelle piazze della città e ai bordi di ogni strada.

 

Siamo stati ispirati da atti di eroismo che non potevano essere neanche sognati dai più geniali scrittori: padri che scavavano con le mani nude e sanguinanti alla ricerca dei loro bambini intrappolati nelle macerie, madri zoppicanti che portavano sulle spalle all'ospedale di St. Damien i loro bambini feriti, in tanti del nostro staff che, loro stessi feriti e sofferenti, lavoravano a turno giorno e notte per aiutare le interminabili code di persone che si erano precipitati da noi per esser curati, schiacciati dai crolli e agonizzanti.

E’ stato un momento di buio, e nonostante ciò un periodo di grande luce. Un periodo di grande tragedia ma anche di inimmaginabile eroismo.

 

Questo 12 gennaio, ancora una volta posizioneremo una ghirlanda dove sorgeva originariamente la struttura del nostro primo ospedale St. Damien, ridotto in briciole nei 34 secondi di quel giorno del 2010.

 

Pregheremo per i defunti e canteremo in memoria di coloro che non sono più tra noi, in particolare Molly Hightower e Ryan Kloos, volontari morti proprio lì dove sorgeva il St Damien.

Pregheremo ringraziando Dio per aver lasciato tra noi Erin Kloos, il Dr Manuel Castro e Rachel che in quel giorno, anche loro lì, sono stati risparmiati dalla morte.

Il muro del St Damien che ricorda le vittime di quel terribile giorno

Nel pomeriggio celebreremo anche una messa a Titanyin, luogo dove abbiamo seppellito centinaia di persone in quei giorni e dove ci sono le fosse di un numero indicibile di morti, che riposano vicino al mare.

Per favore, unitevi a noi nello spirito, nel sentimento e nella preghiera, mentre ricordiamo il 9° anniversario di questo dolore nazionale.

 

Cogliamo anche l'occasione per riaccendere la nostra più profonda gratitudine e amicizia nei vostri confronti, l'amore, la solidarietà e l'aiuto così generosamente condivisi in quei mesi così intensi e impegnativi."

Padre Rick Frechette

Canale Notizie - 10-01-2019 - Segnala a un amico


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