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Da Nave San Giusto la testimonianza di Alberto e Francesca del team 20: "Abbiamo prestato soccorso e prime cure a più di 3000 migranti."

 

Da Nave San Giusto la testimonianza del team 20, composto da Alberto, ginecologo e Francesca, ostetrica e già volontaria del team 11.

 

Da ottobre ad oggi sono più di 50 i volontari pediatri, ginecologhi, ostetriche che hanno contribuito, al fianco dello staff medico della Marina Militare, al soccorso di oltre 30.000 migranti tra i quali donne in avanzato stato di gravidanza e bambini.

 

LEGGI QUI LE TESTIMONIANZE DEI PRECEDENTI TEAM

 

"Durante il nostro periodo di permanenza a bordo di nave San Giusto abbiamo prestato soccorso e prime cure a più di 3000 migranti. La circostanza di essere imbarcati su una nave attrezzata a “role due”, ovvero dotata di sala operatoria in grado di stabilizzare chirurgicamente un paziente ed una terapia intensiva, ci ha permesso di affrontare e risolvere situazioni cliniche più complesse. Inoltre la presenza di altri medici specialisti della Marina Militare è stato per tutti noi un momento di crescita professionale e di scambio di conoscenze.

Le patologie più impegnative sono state: due lussazioni di spalla ridotte ed immobilizzate, quattro pazienti diabetici trattati, un ascesso del II dito della mano sinistra drenato e medicato, due pazienti con ustioni di II grado, un uomo amputato all’avampiede destro e con ascesso sacrococcigeo drenato e medicato, una frattura dell’alluce sinistro immobilizzato e una crisi epilettica trattata farmacologicamente. Inoltre un paziente naufrago di nazionalità palestinese, (permanenza in acqua da alcune ore) con ipotermia e leococitosi, una paziente di nazionalità siriana con sospetto ictus cerebri, un paziente nigeriano con una frattura scomposta dell’ulna sinistra e un paziente di nazionalità nigeriana con frattura a becco di flauto del femore destro sono stati trasferiti presso l’Ospedale Garibaldi di Catania, con aeromobile in dotazione della Nave San Giusto.

Le donne gravide sono state tredici: in un caso siamo stati chiamati per il sospetto di un parto imminente; la nostra consulenza ha tranquillizzato il Medico dell’altra nave (la donna non era in travaglio di parto) ed ha evitato un trasferimento in elicottero; in un secondo caso abbiamo raccolto alle 5 del mattino una donna gravida alla 26 settimana naufraga, rimasta per circa due ore in acqua; la donna era in iniziale ipotermia ma il feto stava bene, purtroppo la stessa donna ha perso nel naufragio l’altro neonato di 10 mesi.

Gli Infermieri, i Medici e tutto il personale della nave è stato molto disponibile, come pure lo sono stati l’Ammiraglio, il Comandante e il Comandante in seconda. Inoltre i ragazzi del Battaglione San Marco si sono dimostrati fantastici: sempre disponibili, coraggiosi e instancabili lavoratori.

L’impatto umano ed emozionale è stato molto forte e ci ha segnato profondamente."

Francesca e Alberto

 

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Canale Notizie - 01-09-2014 - Segnala a un amico


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