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"Mi chiamo Misna, sono nata in mezzo al mare": Rosamaria, volontaria del team 18, racconta la storia della piccola Misna, nata durante una traversata della speranza

 

La tenera testimonianza di Rosamaria, medico dell'Associazione Medici Volontari Italiani ora in pensione, volontaria del team 18 e da una settimana a bordo di Nave Etna:

 

"Mi chiamo Misna, sono nata in mezzo al mare.

Misna è salita sulla Nave Etna domenica 6 luglio, verso le 17.30, avvolta in una copertina rosa, in braccio alla sua mamma. I suoi genitori avevano lasciato le coste della Libia da circa 4 ore, quando è arrivato il momento per lei di nascere. Quando sono saliti sulla nave, i genitori hanno detto che Misna aveva tre giorni. Nel colloquio successivo abbiamo saputo che sono eritrei, hanno un'altra figlia di quattro anni che hanno lasciato in Sudan da uno zio.

La madre è rimasta seduta per molte ore su una sedia, tranquilla, con lei in braccio, ed ha chiesto solo un po' di latte per Misna. Le ho chiesto come mai non le dava il suo latte, mi ha risposto che non ne aveva.

Misna era tranquilla, apriva gli occhi, si guardava intorno, e tornava a rinchiuderli senza essere toccata da quello che avveniva intorno a lei.

Con la madre era difficile parlare poichè la sua lingua era l'amarico, e non il tigrino, la lingua più in uso in Eritrea. Nelle ore successive è stato dato uno spazio apposito, più tranquillo, alla madre ed a lei, ad anche il padre ha potuto stare con loro.

Infine, cercando tra gli altri migranti qualcuno che parlasse sia tigrino che amarico, siamo riusciti a ricostruire la storia di Misna. Si è creata praticamente una catena di "traduttori". Alle domande ha risposto sempre il padre, la domanda veniva posta in inglese, tradotta in tigrino, ri-tradotta in amarico, così che il padre poteva capire e rispondere. Un processo lungo e faticoso, trattandosi di un 'anamnesi medica.

Ma ci siamo capiti, e questa è stata la cosa più importante.

Abbiamo così saputo che è stato il padre a seguire il parto, sul barcone."Che lavoro fa al suo paese?" gli abbiamo chiesto.

"Lavoro in una farmacia" ha risposto. Questo ci ha tranquillizzati perché abbiamo capito che anche l'eventuale parto in mezzo al mare era stato previsto e le cose erano state organizzate.

Il padre ci ha chiesto se avrebbero avuto difficoltà ad andare in Germania, dove già vive un suo fratello, e lo abbiamo rassicurato.

Infine l'ostetrica ha effettuato la visita ginecologica, alla quale la madre di Misna ha opposto inizialmente qualche resistenza, a poi ha accettato.

Dopo qualche ora madre e figlia sono state le prime a scendere dalla nave e sono state portate all'ospedale di Taranto.

Dopo un viaggio estenuante e aver messo a repentaglio la loro vita ben 1350 persone hanno toccato terra a Taranto, martedì 8 luglio, quasi tutte erano in buona salute e Misna è una di loro."

 

Rosamaria

‎Rosamaria, medico volontario del team 18 a bordo di nave Etna con l'Amm. Culcasi e il C.te Baldari. ‎

Canale Notizie - 09-07-2014 - Segnala a un amico


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