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ninna ho: il diritto che tutela le mamme in difficoltà

 

 

 

 

"Come farebbe a sopravvivere con me al gelo?"

 

Il 2 dicembre a Milano una ragazza senzatetto di 23 anni ha dato alla luce il suo bambino e, trascorsi i dieci giorni previsti dalla legge, ha scelto di non riconoscere il figlio.

 

Per una donna che non ha nessuna possibilità di prendersi cura del proprio bambino, la decisione di farlo adottare da chi può tenerlo al caldo e al sicuro, può essere un atto di grande amore, e di grande dolore.

 

Il diritto di partorire in anonimato e sicurezza in ospedale, ricevendo cure mediche e assistenza, è garantito dalla Normativa Italiana ma ancora troppo poco conosciuto.

 

Informare le donne in difficoltà in modo che abbiano piena consapevolezza di questo diritto è uno degli obiettivi di ninna ho, il progetto nazionale di Fondazione Francesca Rava insieme al Network KPMG Italy che, dal 2008, ha l’obiettivo di di contrastare abbandono neonatale e infanticidio, in collaborazione con la Società Italiana di Neonatologia e la Società Italiana di Pediatria.

 

Tutti possiamo diventare ambasciatori di questo importante progetto!

 

Che cos'è ninna ho

 

Ninna ho è il primo progetto nazionale contro l’abbandono neonatale, nasce nel 2008 da un’idea della Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus e del Network KPMG in Italia.

 

La mission del progetto è quella di diffondere la vigente Normativa italiana (DPR 396/2000) che consente alle future mamme italiane o straniere in grave difficoltà, di poter partorire in anonimato e sicurezza, per la propria salute e per quella del nascituro, presso tutte le strutture ospedaliere pubbliche.

 

Inoltre, attraverso l’installazione di culle termiche posizionate in un luogo facilmente raggiungibile e defilato di alcuni ospedali, ninna ho intende offrire un’alternativa alle madri che, per gravi motivi, arrivano alla dolorosa decisione di separarsi dal proprio bambino. In tal senso le culle rappresentano un aiuto e una speranza per scongiurare gesti disperati, come l’abbandono per strada o nei cassonetti.

 

Dal 2008 ad oggi è stata tanta di sensibilizzazione sul diritto al parto in anonimato sull’ospedale come “luogo amico” delle donne, attraverso la distribuzione di materiale informativo dedicato sia al pubblico che al gruppo target, cioè le madri potenzialmente in difficoltà (consultori, ospedali, Asl, farmacie etc.). Ma anche attraverso la partecipazione a convegni e congressi delle più importanti Società Scientifiche Italiane, che sostengono da sempre il progetto.

 

Scopri di più su: https://www.ninnaho.org/

 

 

 

 

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