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Un bambino alla volta

Il messaggio che accompagna N.P.H. è un messaggio costruttivo di speranza secondo il motto “un bambino alla volta, dalla strada alla laurea”. I bambini che arrivano nelle Case Orfanatrofio, non sono piccoli più sfortunati dei nostri semplicemente da sfamare e da curare, ma individui con le nostre stesse potenzialità ai quali quindi, dopo la ripresa fisica, devono essere dati gli strumenti per arrivare ad una laurea o ad una professione, per spezzare definitivamente il circolo della povertà nel paese. 

Nelle Case Orfanatrofio N.P.H. i bambini ricevono amore, sicurezza e, soprattutto, un’educazione scolastica e professionale: ciò che viene loro insegnato è camminare con le proprie gambe per diventare, in futuro, cittadini responsabili ed indipendenti.

 

Il Presidente della Fondazione, Mariavittoria, racconta:

“L’ho provato sulla mia pelle, mentre ero nella casa N.P.H. a Miacatlan, in Messico. Lì vivono circa 1.000 bambini di tutte le età ed è a prima vista come una piccola città.

Sono arrivata alle cinque del mattino, ancora tutto buio, i bambini si stavano vestendo per prepararsi alla messa di Pasqua. L’emozione era forte e la gioia di incontrarli, finalmente, immensa.

Mi faceva strada un bambino di 7 anni ed io cercavo di parlare con lui tutto lo spagnolo che mi ricordavo. Non avevo avuto ancora l’onore di incontrare Padre Wasson, il fondatore, del quale avevo sentito parlare, avevo letto i suoi libri, ed era diventato ai miei occhi un eroe, uno di quei personaggi irraggiungibili...; mi venne quindi spontaneo chiedere al bimbo: “Come è Padre Wasson? Gli vuoi bene?”

Il bimbo si illuminò a questa banale domanda e con voce innamorata mi rispose: “Padre Wasson è il papà mio e di tutti i miei fratellini, è alto, ha i capelli bianchi, gli occhiali…e gli voglio molto bene perché si ricorda di ognuno di noi per nome.”

Mi sono accorta, in quel preciso istante, che non avevo capito nulla dell’amore verso gli altri: sentivo un amore soffocante per tutti quei bambini, per l’idea di dimostrare il mio amore aiutandoli. Ma non avevo guardato fino a quell’istante negli occhi un bambino per volta, non avevo fatto ad ognuno un sorriso “personalizzato”, non avevo parlato al cuore di nessuno di loro in particolare. Forse talvolta lo facciamo senza accorgercene anche con i nostri stessi figli di sangue, distratti e stanchi e frastornati da mille sollecitazioni.

E’ stata una vera lezione di vita e me l’hanno data proprio loro, i bambini, davanti ai quali io mi sono sentita piccolissima ed imbarazzata, non degna di beneficiare della carica umana che, pur nel loro dolore, volevano uno ad uno trasmettermi...

Sono tornata e senza saperlo aspettavo un bimbo e gli ho detto, ancora nella pancia, che un regalo grande già l’aveva ricevuto dai suoi piccoli fratelli di N.P.H., perché mi avevano insegnato ad amarlo veramente."

 

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